Cari Rotariani,
Cari rotariani, il tema del mese di
febbraio mi porta ad alcune considerazioni sulla
posizione del rotariano nella società civile. Tutta
la nostra esperienza è fatta di momenti di
relazione, di connessioni tra noi e gli altri, ed è
nella generale reciprocità che si forma la nostra
personalità e il carattere della nostra
esistenzialità.
Noi rotariani, fedeli interpreti dei
principi rotariani, uomini, inseriti nella società,
- intesa come espressione della necessità e del
desiderio dell’uomo di vivere da uomo con i propri
valori che ne giustifichino la stessa esistenza -,
siamo gli interpreti dell’umanizzazione del vivere
civile. Questo ci differenzia da una qualsiasi
associazione tra amici o da un circolo ricreativo,
culturale o politico con vocazioni elitarie e
finalizzate al proprio interesse personale.
Il Rotary è tutt’altra cosa, ha il suo ideale
nella concezione personalistica dell’uomo. Si
traduce con la ricerca continua della dignità
dell’uomo che si manifesta con la libertà, la
giustizia, la solidarietà universale. Questa è
la"filosofia" del Rotary. Da sempre manifesta nel
nostro Manuale di Procedura, oggi divenuta quanto
mai attuale, essenziale per il suo valore, unicità e
ragione stessa della sua esistenza ora e nel futuro.
Non è uno sterile proclama, è una filosofia
dell’uomo, per l’uomo, solo quando si rende concreta
nel servizio per l’uomo stesso, nella partecipazione
ai suoi problemi, alle sue aspettative. Il nostro
servizio si traduce, allora, a livello locale, dove
ogni Club è radicato, a livello nazionale e
internazionale. Quante volte tutto ciò ci è stato
detto e viene continuamente ripetuto? Oggi dobbiamo
porci delle domande e dare risposte convincenti. A
chi è rivolto il nostro servire? All’uomo? Se sì,
come può essere efficace? Certamente mettendosi al
servizio della stessa nostra ed altrui società,
contribuendo a risolvere le necessità, cercando gli
strumenti più idonei. La società d’oggi non è quella
di ieri. Come la nostra storia personale è
totalmente diversa da quella di chi ci ha preceduto,
così anche la nostra associazione non può essere
ancorata a schemi ormai superati. Non vi pare che
troppo spesso si sia prigionieri di un passato con
origini gloriose ma, ormai, non adeguato all’era
moderna? Il Rotary ha compreso il mutamento dei
tempi e la necessità di un aggiornamento, e di una
necessaria evoluzione.
Ha messo in pratica l’insegnamento
di Paul Harris: "Evoluzione perpetua;
all’occasione, rivoluzione." con lo sviluppo del
Piano Strategico del Rotary Internazionale. Ma, a
me, pare ancora troppo poco. C’è da fare una
trasformazione sostanziale degli uomini, delle
iniziative e dei campi d’azione per realizzare
l’ideale rotariano.
La coscienza civile di ogni
rotariano non può racchiudersi entro i confini dei
propri interessi locali, della propria ristretta
società. Una coscienza veramente civile si apre
all’intesa mondiale, perché solo nell’universalità
sta lo spirito proprio della natura e dell’azione
del Rotary.
L’obiettivo dell’Azione
Internazionale è promuovere e incoraggiare la
comprensione, la buona volontà, l’azione di tanti
uomini d’affari, professionisti, imprenditori, uniti
nell’ideale del servire.
Siamo ben consapevoli che, per la
stragrande maggioranza, il Rotary non ha alcun
significato all’infuori di un’associazione
accademica o, anche se i nostri proclami vorrebbero
smentirlo, un insieme di club a difesa d’interessi
di categoria. La responsabilità di questa situazione
è da imputare a noi stessi.
Quando un rotariano si comporta in
contrasto con i principi che va proclamando, la
disistima coinvolge l’intera associazione. Non siamo
conosciuti e, di conseguenza, stimati perché ancora
oggi, dopo tanto parlare, dopo tanto impegno dei
dirigenti del Rotary internazionale, la nostra
azione si esercita esclusivamente nei nostri Club.
Ci rivolgiamo all’esterno solo con forme quasi
occulte di beneficienza, di modesti interventi sul
territorio. Azioni che possono soddisfare il
Presidente pro tempore, dare l’illusione di un
impegno sociale, ma non cambiano la vita alla gente,
non fanno sentire la nostra disponibilità a
un’efficace promozione sociale.
Nel prossimo mese di marzo, ci viene
proposta dal nostro Presidente John Kenny una delle
quattro aree prioritarie: l’Alfabetizzazione.
Sappiamo che nel mondo ci sono ottocento milioni di
persone che non sanno leggere o scrivere, che
milioni di persone si spostano da una regione
all’altra senza conoscere la lingua, incapaci di
comunicare.
Sappiamo, ancora, che solo con l’alfabetizzazione
possiamo aiutare molti ad emanciparsi dalla povertà,
a far parte attiva di una società civile e che solo
in questo modo i rotariani contribuiscono alla pace.
Molti Club del nostro Distretto
hanno partecipato alla realizzazione del progetto
"Vivere nella scuola italiana" destinato
all’integrazione per i genitori dei giovani alunni,
di etnie diverse, giunti nel nostro paese. Un
progetto, nato dall’intuizione di alcuni rotariani
del nostro Distretto, che si è reso concreto per la
loro tenacia e professionalità.
Questa iniziativa è stata presentata
ai Presidenti, proposta come azione comune, perché
tutti, ciascuno con le proprie competenze, desse un
contributo d’idee e di partecipazione. Lunedì, primo
marzo, i Governatori dei Distretti 2040 e 2050
presenteranno in Regione Lombardia questo ausilio
dei rotariani all’inserimento, nella vita della
scuola italiana, dei figli d’immigrati che domani
faranno parte della nostra società.
Non voglio perdere l’occasione di
questo incontro mensile con voi, per invitarvi a
compiere uno sforzo che ci vede tutti coinvolti,
membri della stessa grande famiglia, testimoni degli
stessi ideali. Sono i progetti che da oltre un anno
hanno coinvolto tanti splendidi rotariani: "Rotary
Amico Campus 2009-2010", " Un sorriso per il
Senegal", la mostra itinerante "Rotary e
Società "
e quello, recente, che vede i
rotariani di tutto il mondo fortemente impegnati, "
Progetto Haiti". Non perdete l’occasione di
partecipare attivamente a questi vostri
progetti che sono comuni a tutti i rotariani e
sostenuti da tanti club. Ognuno di voi, con le
proprie professionalità, deve far parte di queste
straordinarie squadre. Solo così sarete orgogliosi
delle vostre conquiste, della vostra appartenenza,
veri Rotariani, capaci di cambiare il mondo.
La finalità della nostra esistenza sta nel
percorso che noi stessi scegliamo e la testimonianza
del nostro passaggio sarà solo quello che saremo
stati capaci di donare agli altri, giorno per giorno
della nostra vita.
DG Carlogiorgio Pedercini