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La lettera mensile del Governatore

ROTARY INTERNATIONAL DISTRETTO 2050


CARLOGIORGIO PEDERCINI  Governatore 2009-2010

JOHN KENNY   Presidente R.I. 2009-2010

FEBBRAIO 2010

A:  Club e  Rotariani del Distretto 2050


Cari Rotariani,

Cari rotariani, il tema del mese di febbraio mi porta ad alcune considerazioni sulla posizione del rotariano nella società civile. Tutta la nostra esperienza è fatta di momenti di relazione, di connessioni tra noi e gli altri, ed è nella generale reciprocità che si forma la nostra personalità e il carattere della nostra esistenzialità.

Noi rotariani, fedeli interpreti dei principi rotariani, uomini, inseriti nella società, - intesa come espressione della necessità e del desiderio dell’uomo di vivere da uomo con i propri valori che ne giustifichino la stessa esistenza -, siamo gli interpreti dell’umanizzazione del vivere civile. Questo ci differenzia da una qualsiasi associazione tra amici o da un circolo ricreativo, culturale o politico con vocazioni elitarie e finalizzate al proprio interesse personale.

Il Rotary è tutt’altra cosa, ha il suo ideale nella concezione personalistica dell’uomo. Si traduce con la ricerca continua della dignità dell’uomo che si manifesta con la libertà, la giustizia, la solidarietà universale. Questa è la"filosofia" del Rotary. Da sempre manifesta nel nostro Manuale di Procedura, oggi divenuta quanto mai attuale, essenziale per il suo valore, unicità e ragione stessa della sua esistenza ora e nel futuro. Non è uno sterile proclama, è una filosofia dell’uomo, per l’uomo, solo quando si rende concreta nel servizio per l’uomo stesso, nella partecipazione ai suoi problemi, alle sue aspettative. Il nostro servizio si traduce, allora, a livello locale, dove ogni Club è radicato, a livello nazionale e internazionale. Quante volte tutto ciò ci è stato detto e viene continuamente ripetuto? Oggi dobbiamo porci delle domande e dare risposte convincenti. A chi è rivolto il nostro servire? All’uomo? Se sì, come può essere efficace? Certamente mettendosi al servizio della stessa nostra ed altrui società, contribuendo a risolvere le necessità, cercando gli strumenti più idonei. La società d’oggi non è quella di ieri. Come la nostra storia personale è totalmente diversa da quella di chi ci ha preceduto, così anche la nostra associazione non può essere ancorata a schemi ormai superati. Non vi pare che troppo spesso si sia prigionieri di un passato con origini gloriose ma, ormai, non adeguato all’era moderna? Il Rotary ha compreso il mutamento dei tempi e la necessità di un aggiornamento, e di una necessaria evoluzione.

Ha messo in pratica l’insegnamento di Paul Harris: "Evoluzione perpetua; all’occasione, rivoluzione." con lo sviluppo del Piano Strategico del Rotary Internazionale. Ma, a me, pare ancora troppo poco. C’è da fare una trasformazione sostanziale degli uomini, delle iniziative e dei campi d’azione per realizzare l’ideale rotariano.

La coscienza civile di ogni rotariano non può racchiudersi entro i confini dei propri interessi locali, della propria ristretta società. Una coscienza veramente civile si apre all’intesa mondiale, perché solo nell’universalità sta lo spirito proprio della natura e dell’azione del Rotary.

L’obiettivo dell’Azione Internazionale è promuovere e incoraggiare la comprensione, la buona volontà, l’azione di tanti uomini d’affari, professionisti, imprenditori, uniti nell’ideale del servire.

Siamo ben consapevoli che, per la stragrande maggioranza, il Rotary non ha alcun significato all’infuori di un’associazione accademica o, anche se i nostri proclami vorrebbero smentirlo, un insieme di club a difesa d’interessi di categoria. La responsabilità di questa situazione è da imputare a noi stessi.

Quando un rotariano si comporta in contrasto con i principi che va proclamando, la disistima coinvolge l’intera associazione. Non siamo conosciuti e, di conseguenza, stimati perché ancora oggi, dopo tanto parlare, dopo tanto impegno dei dirigenti del Rotary internazionale, la nostra azione si esercita esclusivamente nei nostri Club. Ci rivolgiamo all’esterno solo con forme quasi occulte di beneficienza, di modesti interventi sul territorio. Azioni che possono soddisfare il Presidente pro tempore, dare l’illusione di un impegno sociale, ma non cambiano la vita alla gente, non fanno sentire la nostra disponibilità a un’efficace promozione sociale.

Nel prossimo mese di marzo, ci viene proposta dal nostro Presidente John Kenny una delle quattro aree prioritarie: l’Alfabetizzazione. Sappiamo che nel mondo ci sono ottocento milioni di persone che non sanno leggere o scrivere, che milioni di persone si spostano da una regione all’altra senza conoscere la lingua, incapaci di comunicare.

Sappiamo, ancora, che solo con l’alfabetizzazione possiamo aiutare molti ad emanciparsi dalla povertà, a far parte attiva di una società civile e che solo in questo modo i rotariani contribuiscono alla pace.

Molti Club del nostro Distretto hanno partecipato alla realizzazione del progetto "Vivere nella scuola italiana" destinato all’integrazione per i genitori dei giovani alunni, di etnie diverse, giunti nel nostro paese. Un progetto, nato dall’intuizione di alcuni rotariani del nostro Distretto, che si è reso concreto per la loro tenacia e professionalità.

Questa iniziativa è stata presentata ai Presidenti, proposta come azione comune, perché tutti, ciascuno con le proprie competenze, desse un contributo d’idee e di partecipazione. Lunedì, primo marzo, i Governatori dei Distretti 2040 e 2050 presenteranno in Regione Lombardia questo ausilio dei rotariani all’inserimento, nella vita della scuola italiana, dei figli d’immigrati che domani faranno parte della nostra società.

Non voglio perdere l’occasione di questo incontro mensile con voi, per invitarvi a compiere uno sforzo che ci vede tutti coinvolti, membri della stessa grande famiglia, testimoni degli stessi ideali. Sono i progetti che da oltre un anno hanno coinvolto tanti splendidi rotariani: "Rotary Amico Campus 2009-2010", " Un sorriso per il Senegal", la mostra itinerante "Rotary e Società "

e quello, recente, che vede i rotariani di tutto il mondo fortemente impegnati, " Progetto Haiti". Non perdete l’occasione di partecipare attivamente a questi vostri progetti che sono comuni a tutti i rotariani e sostenuti da tanti club. Ognuno di voi, con le proprie professionalità, deve far parte di queste straordinarie squadre. Solo così sarete orgogliosi delle vostre conquiste, della vostra appartenenza, veri Rotariani, capaci di cambiare il mondo.

La finalità della nostra esistenza sta nel percorso che noi stessi scegliamo e la testimonianza del nostro passaggio sarà solo quello che saremo stati capaci di donare agli altri, giorno per giorno della nostra vita.

DG Carlogiorgio Pedercini




 
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